Aprire LTD Londra – Gli imprenditori italiani sono i piu’ì tassati al mondo

Sono stati pubblicati dall’Ocse l’11 aprile 2014 i dati relativi alla tassazione salariale (Taxing Wages 2014, OECD Publishing) – includendo sia le imposte che i contributi previdenziali – esistenti nel 2013 nei paesi Ocse (che attualmente: Australia, Austria, Belgio, Canada, Cile, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Islanda, Irlanda, Israele, Italia, Giappone, Corea, Lussemburgo, Messico, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Repubblica Slovacca, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti)
Nell’ultimo triennio l’imposizione così determinata sui redditi personali è aumentata in quasi tutti i Paesi dell’Ocse (25 su 34), registrando riduzioni contestuali di crediti di imposta ed altre franchigie fiscali.
La pressione impositoria media nell’Ocse è così salita al 35,9% e si è fatta sentire in particolare modo pesante in Portogallo, Repubblica slovacca e negli Stati Uniti. In Italia è pari al 47,8% mentre nel Regno Unito è pari al 31,5%.
I single senza figli sono maggiormente tassati in Belgio (55,8%), Germania (49,3%), Austria (49,1%) e Ungheria (49,0%) e meno tassati in Messico (19,2%) ed in Nuova Zelanda (16,9%).
Il “cuneo fiscale” misura la differenza tra il costo del lavoro e lo stipendio netto corrisposto al lavoratore dipendente.
Facendo pari a zero il costo del lavoro dallo studio possiamo comparare la differenza che c’è tra un Paese medio Ocse, l’Italia ed il Regno Unito per uno stipendio salariale medio.

Composizione nucleo familiare Ocse Italia Regno Unito
Single 35,9% 47,8% 31,5%
Coppia con uno/due bambini 28,3% 40,2% 23,5%
Un solo percettore di reddito nella coppia con due bambini 38,2% 26,4% 27%

 

Come si evince dalla lettura dei dati nel caso di una coppia in cui lavorino entrambi i coniugi con due bambini la tassazione personale sul reddito da lavoro è decisamente concorrenziale nel Regno Unito (quasi la metà rispetto a quello previsto nella famiglia Italiana) e comunque sempre maggiormente conveniente nel Regno Unito rispetto all’Italia.
Ulteriori dettagli li potete trovare nello studio Ocse.