E-commerce – informazioni per chi fa b-to-c

E-commerce  : Chi vende al consumatore finale (privo di partita Iva) prestando servizi elettronici, ovvero chi svolge attività b-to-c in modalità elettronica, dal 1° gennaio 2015 all’interno del mercato Europeo deve attrezzarsi: le modifiche Iva che riguardano i servizi elettronici (telecomunicazioni, radiodiffusione, e i servizi prestati via internet ed in modalità elettronica e comunque come definiti dal Reg. 282/11/Ce e dalla direttiva 2006/112/Ce) saranno di notevole impatto.

Commercio elettronico
Cambia il concetto di luogo della prestazione dei servizi elettronici (Tbes – Telecommunication, Broadcasting and Electronic Services) ed anche il Paese assoggettato alla tassazione: attualmente si considera effettuata nel luogo in cui il fornitore svolge la propria attività mentre da gennaio sarà da considerarsi nel luogo in cui si trova il consumatore.

I cambiamenti interessano dunque i fornitori di diversi servizi (ex art. 56, parag. 1, lett. k) direttiva 2006/112/Ce) : hosting di siti web, blocco dei banner, formazione a distanza, screensavers, suonerie, musica, film, giochi online, e-book, informazioni online (immagini, testi, informative) incluso il traffico, notizie e previsioni del tempo, abbonamenti a riviste digitali, giornali o riviste, aggiornamenti software, software, installazione firewall automatici, gestione ed amministrazione di sistemi da remoto, installazione automatica di firewall, gestione a distanza di programmi e di attrezzature, programmi o manifestazioni politici, culturali, artistici, sportivi, scientifici o di intrattenimento, prestazioni di insegnamento a distanza, ecc.

E-commerce – Nuove norme

È determinante comprendere con la nuova norma dove il consumatore si presume consumi per il servizio elettronico reso:
1) Presunzione forte: dove la tracciabilità è pressoché inconfutabile quali: trasmissioni radiotelevisive, servizi di telecomunicazioni o elettronici, resi a una cabina telefonica o da un chiosco, da un locale dove è possibile il collegamento Wi-Fi, internet caffè, ristorante, e luoghi simili, o per mezzo di una carta SIM prepagata.
2) Presunzioni debole. Quando non si può dimostrare che il cliente sia residente altrove e vi siano sostanzialmente almeno due indizi che portano a concludere che è residente in un determinato Paese. A esempio, ritengo potrebbe costituire prove, l’indirizzo fornito dal consumatore ai fini della fattura, le sue coordinate bancarie, l’indirizzo del protocollo internet (IP) e così via. Viene comunque riconosciuto comunque prioritario, il luogo di consumo effettivo ai fini della determinazione del luogo di tassazione.
Se il fornitore di servizio è assoggettato a Paesi che applicano aliquote Iva maggiormente favorevoli, la nuova norma potrebbe comportare:

– un aumento dei prezzi nei confronti del consumatore finale;

– l’obbligo di presentare dichiarazioni Iva in ogni Paese UE in cui il fornitore vende a consumatore finale.

E-commerce – Carichi amministrativi

Per evitare l’evidente nuovo carico amministrativo/tributario la Commissione Europea sta valutando di applicare il regime speciale in vigore per i fornitori extra comunitari anche ai fornitori UE.

Gli operatori extra-comunitari infatti possono scegliere, in linea generale, il Paese nel quale intendono identificarsi. (Se possiedono una stabile organizzazione invece devono identificarsi nello Stato membro in cui la stessa è presente).
In particolare, per i fornitori UE, si tratterebbe si utilizzare il meccanismo del “mini sportello unico” (MOSS – mini one stop shop) al quale ciascun fornitore potrà scegliere di iscriversi presso l’autorità fiscale deputata all’Iva del paese di identificazione fiscale presentando un’unica dichiarazione IVA e pagando l’imposta dovuta.
Una volta aderito al sistema facoltativo del Moss il fornitore dovrà applicare:
– l’aliquota Iva della residenza del consumatore;
– le regole di emissione delle fatture previste dalla “contabilità di cassa” ex art. 66, lettera b) della direttiva 2006/112/Ce o di recupero dell’imposta in caso di mancato pagamento del servizio da parte del cliente. Più in generale deve applicare le regole contabili in vigore nello stato del consumatore. In tal senso la Commissione europea sta valutando di applicare regole uniformi essenziali per semplificare l’adozione del Moss.

I fornitori per aderire al Moss si dovranno registrare ad un apposito portale che sarà attivo dal 1° ottobre 2014 e trasmettere in modalità elettronica la dichiarazione Iva trimestrale (anche quando non siano stati prestati per il trimestre servizi la dichiarazione va presentata ancorché a saldo zero) entro il 20° giorno dal termine del trimestre stesso (20 aprile, 20 luglio, 20 ottobre e 20 gennaio).
Al momento del versamento dell’Iva (di consueto in euro) si dovrà indicare il numero di protocollo di trasmissione della dichiarazione inviata, oltre al proprio numero di P.I. (iscritto al Vies).
Lo Stato membro di identificazione trattiene a partire dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2016, il 30% dei pagamenti dell’IVA che trasferirà agli Stati membri di consumo. La percentuale scenderà al 15% (dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018) e poi allo 0% dal 1° gennaio 2019.

I professionisti di Taxlawplanet sono lieti di accompagnarVi per non trovarvi impreparati a queste grandi novità.

 

 

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E-commerce - informazioni per chi fa b-to-c . Come cambierà l'Iva dal 2015
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E-commerce Chi vende al consumatore finale prestando servizi elettronici, ovvero chi svolge attività b-to-c elettronico da gennaio 2015 nel mercato Europeo
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