La fattura elettronica tra privati prosegue la sua storia. Ora, per renderla maggiormente affascinante agli occhi dei contribuenti, poichè non è possibile imporla, così com’è avvenuto nel caso della Pubblica Amministrazione, si lavora alacremente per analizzare quale tipo di incentivi possano risultare maggiormente graditi.
Già paventati gli esoneri nella compilazione di alcuni modelli dicharativi (es. spesometro,  elenchi  black  list,  modelli  Intrastat) o di ricevere rimborsi Iva per vie “preferenziali” (entro 3 mesi dalla presentazione della dichiarazione se il contribuente utilizza mezzi tracciabili di pagamento) per chi decide di fare il grande passo.

Fattura Elettronica
Lo scorso 11 giugno 2015 infatti è stato approvato il parere della Commissione Finanze e Tesoro del Senato sullo schema del decreto legislativo.
Tra le osservazioni riportate è stato richiesto di ampliare le agevolazioni per coloro che adotteranno la fattura elettronica ancorchè non obbligati a farlo (in sostanza tra chi non è nè una Pubblica Amministrazione nè un loro fornitore) che dunque potrebbero prevedere:
1) esonero dalla possibilità di subire accertamenti di tipo analitico-induttivo ai fini tributari in caso di presunzioni semplici, quando garantiscano la tracciabilità dei pagamenti. Tale esonero in realtà, non appare certamente essere una grande novità.
Giurisprudenza e dottrina consolidata ormai da anni ritengono in modo concorde che, qualora vi siano presunzioni semplici, ovvero non “gravi, precise e concordanti” di cui all’art. 39 c. 1  lett. d) del  dpr 600/73, sia corretto che non debba operare un’automatismo presuntivo da parte dell’autorità fiscale, ma si debba “cogliere l’effettiva situazione produttiva del contribuente”.
In ogni caso, non appare chiara la fattispecie di presunzione semplice applicata alla fattura elettronica cui segue il pagamento tracciato: cos’altro mai potrebbe contestare il fisco (se non un intento fraudolento ad una falsa fatturazione che dunque porterebbe ad una presunzione tributaria non semplice?…).
Molto più interessante è la riduzione di un anno del termine prescrizionale degli accertamenti.
2) esonero dalla trasmissione dei dati rilevanti ai fini IVA all’Agenzia delle Entrate dall’applicazione del meccanismo di “split payment” e di “reverse charge”. Questa impostazione è ovviamente più logica. Siccome i dati Iva pervengono già tramite la fattura elettronica, perchè farli rinviare tramite altre comunicazioni?…

L’Agenzia delle Entrate dovrebbe, secondo lo schema del decreto, fornire in modo gratuito un software (distribuito  da Unioncamere in collaborazione con AgID) a partire dal 1° luglio 2016 per agevolare i contribuenti nell’utilizzo della fattura elettronica, comprensivo della conservazione elettronica (“generazione, trasmissione e,  per talune categorie di soggetti da individuarsi con D.M., anche di conservazione delle fatture elettroniche emesse anche tra “privati” ).

A  partire  dal 1°  gennaio  2017:
1. il  MEF dovrebbe invece mettere a  disposizione  dei  soggetti passivi   IVA  il Sistema  di  interscambio (Sdi),  già attualmente usata nella  fatturazione elettronica verso la PA, per trasmettere e ricevere le fatture elettroniche per l’uso anche tra privati;
2. si potrà optare  per  un regime di trasmissione telematica di fatture attive e passive all’Agenzia delle Entrate con durata pari a cinque anni rinnovabili;
3. i commercianti al minuto e soggetti assimilati che usano scontrino e ricevute fiscali potranno optare  per  un regime di trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate con durata pari a cinque anni rinnovabili, evitando di tenere il registro dei corrispettivi;
4. per le cessione di beni tramite distributori automatici diventa obbligatorio adottare il regime di trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate.

Per chi effettua la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri, è stata proposta la previsione di specifiche detrazioni fiscali per le spese sostenute ai fini della memorizzazione e trasmissione telematica.
Sono previste sanzioni per chi trasmette dati delle fatture o dei corrispettivi in modo incompleto o non veritiero.

Il legislatore questa volta sembra essere più attento alle esigenze del contribuente cercando più un dialogo interattivo che un’imposizione dunque non può essere che la strada migliore per ottenere proficui risultati.

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Fattura elettronica tra privati : commento allo schema del decreto legislativo
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La fattura elettronica tra privati | Quali incentivi si posso avere per convincere anche i privati ad utilizzarla?
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