Com’è noto mancano ancora poche settimane al 31 marzo 2015, data nella quale i fornitori della Pubblica Amministrazione saranno tenuti all’emissione e conservazione in modalità esclusivamente elettronica della fattura (c.d. fatturaPA) nel formato normativamente previsto dal legislatore Italiano.

Fattura elettronica

 

Nel frattempo si stanno delineando ipotesi di introduzione di un regime facoltativo di adozione della fattura elettronica anche tra privati. Com’è noto la direttiva europea lascia il libero arbitrio nella scelta dell’adozione di fattura analogica o elettronica. Il legislatore domestico intende incentivarne l’uso pensando sostanzialmente a due tipologie di regimi facoltativi per chi non fosse fornitore di Pubblica Amministrazione:

1) trasmissione telematica della fattura. In questo modo sia direttamente e probabilmente attraverso gli intermediari abilitati (es. Dottori Commercialisti) utilizzando i canali diretti con il Fisco (es. Entratel) si potrebbe inviare direttamente la fattura all’Agenzia delle Entrate;

2) utilizzo del Sistema di interscambio (ciò che nei miei convegni in tutta Italia ho definito “postino elettronico sbircione”…) anche per i privati.

Il testo in bozza della norma prevede ulteriori novità, quali ad esempio la morte dello scontrino fiscale su carta.

Finalmente si sono previste le misure di supporto che nella “FatturaPA” purtroppo sono state vissute in modo non così aderente a quanto sia privati che P.A. si attendevano.

Innovazione vuole dire cambiamento. Cambiamento vuol dire investimento. Investimento vuol dire sostenimento di costi oggi che daranno benefici futuri domani. Questa logica estremamente razionale che fa parte del mio background ingegneristico maturato al Politecnico di Torino, è mi sufficiente a chiarire il mio pensiero pulito e lapalissiano in materia.

Mi piace l’innovazione e ci credo perchè penso dia i frutti per accendere il domani. Non si creano fortune senza investimenti e ritengo quantomeno estremamente sprovvedute le persone che pensino il contrario.

Il legislatore dunque, implicitamente riconoscendo lo sforzo di tali investimenti, “promuove” e propone comunque, al momento, una politica di:

– “calmieraggio” nei controlli fiscali verso chi andrà in fatturazione elettronica in regime facoltativo tra privati e

 – di “privilegio” nel rimborso dell’Iva e

– di “semplificazione” negli adempimenti tributari (es. non si dovranno compilare le dichiarazioni di intento, spesometro, black list…).

Probabilmente il regime facoltativo partirà non prima del 2017 ma lo schizzo a matita sembra tramutarsi in disegno ad olio. L’arte di sapere innovare.