Imprese che svolgono attività internazionali possono trovare accordi con il Fisco – Novità da Londra

Imprese che svolgono attività internazionali

Le imprese che svolgono attività internazionali possono trovare accordi con il Fisco grazie alle nuove regole dettate dal Provvedimento n. 42295 del 21 marzo 2016,  che mirano a dare la possibilità di instaurare accordi preventivi con l’Autorità fiscale Italiana.

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Innanzitutto per “impresa con attività internazionale” viene chiarito che deve intendersi l’impresa residente nel territorio dello Stato, che, in alternativa o congiuntamente:

  1.  si trovi rispetto a società non residenti in una o più delle condizioni indicate nel comma 7 dell’articolo 110 del TUIR;
  2. il cui patrimonio, fondo o capitale sia partecipato da soggetti non residenti ovvero partecipi al patrimonio, fondo o capitale di soggetti non residenti;
  3. abbia corrisposto a, o percepito da soggetti non residenti, dividendi, interessi, royalties o altri componenti reddituali;
  4. eserciti la sua attività attraverso una stabile organizzazione in un altro Stato”,

o comunque che eserciti (o abbia intenzione di esercitare) la propria attività nel territorio dello Stato attraverso una stabile organizzazione, qualificabile come tale ai sensi delle disposizioni vigenti in materia di imposte sui redditi, entro il periodo di imposta successivo a quello di presentazione dell’istanza.

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Messo da parte il “ruling internazionale” ormai abrogato, per le imprese con attività internazionale vi possono essere accordi preventivi con riferimento in particolare ai seguenti ambiti:

  1. preventiva definizione in contraddittorio dei metodi di calcolo del valore normale delle operazioni di cui al comma 7 dell’art. 110 del DPR 917/86 (c.d. “TUIR”);
  2. applicazione ad un caso concreto di norme, anche di origine convenzionale, concernenti l’attribuzione di utili o perdite alla  stabile organizzazione in un altro Stato di un’impresa residente ovvero alla stabile organizzazione in Italia di un soggetto non residente;
  3. applicazione ad un caso concreto di norme, anche di origine convenzionale, concernenti l’erogazione o la percezione di dividendi, interessi, royalties e altri componenti  reddituali a oppure da  soggetti non residenti

Per accedere alla procedura, tali imprese devono inviare l’istanza con raccomandata a/r (o consegna a mani) all’apposito Ufficio Accordi preventivi e controversie internazionali dell’Agenzia delle entrate di Roma o di Milano. Una copia dell’istanza con la relativa documentazione deve essere prodotta anche in formato elettronico. Nel caso di soggetti non residenti che non si avvalgono di un domiciliatario nel territorio dello Stato, la comunicazione potrà essere inviata a mezzo posta elettronica ordinaria utilizzando l’indirizzo della casella di posta elettronica indicata nell’istanza.

L’istanza, a pena di inammissibilità, deve:

  1. a) riportare la denominazione dell’impresa, la sede legale o il domicilio fiscale, se diverso dalla sede legale, il codice fiscale e/o la partita IVA e, eventualmente, l’indicazione del domiciliatario nazionale per la procedura, diverso dall’impresa, presso il quale si richiede di inoltrare le comunicazioni attinenti alla procedura;
  2. b) indicare l’indirizzo della stabile organizzazione nel territorio dello Stato, qualora presentata da impresa non residente, ed eventualmente il domiciliatario nazionale per la procedura; tali requisiti non sono richiesti in caso di istanza presentata da impresa non residente;
  3. c) contenere una chiara indicazione dell’oggetto dell’accordo preventivo, di cui agli ambiti sopra elencati, oltre che una sintetica descrizione di alcuni elementi richiesti dal provvedimento, qualora abbia per oggetto:

– il valore normale delle componenti del reddito derivanti da operazioni con società non residenti nel territorio dello Stato, che direttamente o indirettamente controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa oppure

– l’applicazione ad un caso concreto di norme, anche di origine convenzionale, concernenti l’attribuzione di utili o perdite alla stabile organizzazione in un altro Stato di un’impresa residente ovvero alla stabile organizzazione in Italia di un soggetto non residente oppure

– i valori di uscita o di ingresso in caso di trasferimento della residenza; oppure

– la valutazione preventiva della sussistenza dei requisiti che configurano una stabile organizzazione situata nel territorio dello Stato;

  1. d) recare, in allegato, la documentazione atta a comprovare il possesso dei requisiti relativi all’impresa con attività internazionale;
  2. e) essere firmata dal legale rappresentante o da altra persona munita dei poteri di rappresentanza.

Entro 30 giorni dal ricevimento se tutti gli elementi sussistono l’istanza è considerata ammissibile (sempre comunque possibile procedere ad eventuali integrazioni entro 30 giorni).

Il procedimento può articolarsi in più incontri ma deve concludersi entro 180 giorni dal ricevimento dell’istanza.

L’accordo acquista efficacia vincolante per entrambe le parti che lo hanno sottoscritto e rimane in vigore per il periodo di imposta nel corso del quale è stipulato e per i quattro periodi di imposta successivi. L’impresa che intende rinnovare i termini dell’accordo ha l’onere, a pena di decadenza, di inoltrare all’Ufficio l’istanza di rinnovo almeno 90 giorni prima della scadenza.

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Novità da Londra

La produttività della città di Londra cresce allo stesso ritmo previsto per quella di New York. La comunità Italiana, secondo quanto comunicato nel suo saluto alla “Law Society” in un interessante convegno al quale ero presente, il Console Massimiliano Mazzanti, è in continua crescita. Il piano previsto per la città è quello di creare più di mezzo milione di nuovi posti di lavoro a Londra entro il 2020 per il sostegno delle imprese e ad attirare gli investimenti in tutto il mondo specie in campo scientifico, culturale, finanziario e tecnologico. Entro il 2025 è prevista la costruzione di circa 400.000 nuove abitazioni a Londra, con nuove zone residenziali anche in altre zone (es. Greenwich). Londra mira anche ad essere la capitale della musica classica attirando i migliori musicisti da tutto il mondo.

Il piano fiscale futuro, appena presentato, prevede una politica che incentivi piccole e medie imprese ed imprenditori individuali. In particolare è previsto un innalzamento del reddito imponibile per i lavoratori cui applicare l’aliquota maggiore fiscale a 45.000 sterline con una detrazione a 11.500 sterline a partire da aprile 2017.

L’imposta societaria scenderà dall’attuale 20% ale 17% nel 2020 mentre la soglia cui sarà possibile attendere per richiedere l’identificazione ai fini Iva inglese (VAT) salirà a 83.000 sterline da aprile 2016.

Sempre da aprile 2016 l’imposta sulle plusvalenze scenderà al 20%.

Sono previsti regimi premiali entro il 2018 per chi deterrà la propria contabilità tributaria in modalità digitale.

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Imprese che svolgono attività internazionali possono trovare accordi con il Fisco – Novità da Londra
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Imprese che svolgono attività internazionali possono trovare accordi con il Fisco – Novità da Londra
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Le mprese che svolgono attività internazionali possono trovare accordi con il Fisco grazie ad un nuovo Provvedimento. Novità da Londra in tema di fiscalità. Le imposte societarie scenderanno dal 20% al 27%. Londra città in espansione anche sulla cultura
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Taxlawplanet
By | 2018-05-17T14:17:33+00:00 marzo 23rd, 2016|LTD Londra | Novità dal Regno Unito|Commenti disabilitati su Imprese che svolgono attività internazionali possono trovare accordi con il Fisco – Novità da Londra

About the Author:

Paola Zambon è Dottore commercialista in Italia, chartered accountant in Inghilterra e Galles, expert comptable in Lussemburgo.