Finora l’utilizzo della lingua italiana nella tenuta delle scritture contabili è sempre stata considerata una buona prassi da parte della dottrina in assenza di chiare posizioni esegetiche da parte dell’Autorità fiscale.

Si rinvengono richieste di traduzioni documentali ai fini di comprendere il contenuto ai fini tributari ma non nella registrazione delle scritture contabili in modo lapalissiano e soprattutto, in una lingua, quale è l’inglese, considerata ormai mondialmente deputata ad essere la lingua più utilizzata nel business.

Poiché per diversi motivi (“nazionalità straniera dell’imprenditore, particolare natura dell’impresa oppure adesione a un gruppo multinazionale”, ecc.) potrebbe risultare utile utilizzare una lingua straniera per le società operanti in speciale modo con il mercato comunitario, internazionale o mondiale, Assonime, è intervenuta a fornire una propria interpretazione sul tema.

Scritture contabili in inglese


Basandosi in particolare sulla norma civilistica, Assonime ritiene che sia possibile tenere le scritture contabili redatte in lingua inglese.

Il codice civile infatti prevede che l’imprenditore nell’esercizio della propria attività commerciale debba tenere coattivamente il libro giornale ed il libro degli inventari, nonché le scritture contabili “che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa”, conservando in modo ordinato “per ciascun affare” gli originali delle lettere, telegrammi, fatture ricevute e copie di lettere, telegrammi, fatture spedite, per un periodo di dieci anni e, per lo stesso periodo anche le scritture contabili, a partire dalla data dell’ultima registrazione.

La norma è stata aggiornata negli ultimi anni consentendo peraltro anche la conservazione su “supporti di immagini” allorquando sia rinvenibile la corrispondenza tra documenti e registrazioni effettuate, la leggibilità dei supporti, l’integrità del contenuto e l’autenticità dell’origine (ciò soprattutto ai fini tributari).

La tenuta e la conservazione di libri e scritture contabili soggette a registrazione inoltre costituiscono prova contro l’imprenditore da chi vuole trarne vantaggio. Nel caso di controversie, il giudice potrebbe ordinare anche d’ufficio l’esibizione dei libri per effettuarne estratti delle registrazioni ad esse inerenti, o di singole scritture contabili, o di lettere, telegrammi, fatture. La totalità della documentazione contabili (libri, scritture, corrispondenza) può infatti essere ordinata solo nei casi estremi (es. scioglimento della società, comunione dei beni, successione per causa di morte…).


codice civile


Se il codice civile dunque non disciplina espressamente l’utilizzo della lingua Italiana nel sistema contabile societario, il codice di procedura civile invece prevede che nel processo si utilizzi proprio la lingua italiana e che nel caso il teste non la conosca, il giudice possa addirittura nominare un interprete.

Fatte queste sostanziali premesse, Assonime dunque, ritiene importante distinguere la funzione delle scritture contabili (ad uso interno per l’imprenditore e ad uso esterno ai fini di agevolare l’attività ispettiva e di controllo).

Ai fini probatori nelle verifiche volte all’esterno dunque, l’Associazione ritiene che non sia necessario l’uso della mera lingua italiana ma che possa essere utilizzata qualsiasi lingua straniera (as English language, of course….) poichè in caso di richiesta si potrà in un secondo momento sempre procedere alla traduzione in Italiano.

Pertanto, il criterio civilistico dell’ordinata contabilità, senza spazi in bianco, interlinee e trasporti in margine, né abrasioni o cancellazioni (se non in modo che le parole cancellate risultino leggibili) potrà in ogni caso essere rispettato anche utilizzando una lingua straniera.

La lingua inglese, comunemente utilizzata negli affari societari internazionali, potrà dunque essere adottata dalle multinazionali che abbiano attività in Italia, per loro evidenti esigenze organizzative.

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Scritture contabili "in English"? Yes, you can!
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Scritture contabili "in English"? Yes, you can!
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La lingua inglese, utilizzata negli affari societari internazionali, potrà essere adottata per le Scritture contabili delle attività con sede in Italia.
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