Split payment ultime notizie

Le novità in tema di split payment sembrano non avere mai fine. Con la risoluzione n. 15 del 12 febbraio 2015, l’Agenzia delle Entrate ha reso noti i codici tributo per il versamento dell’imposta sul valore aggiunto effettuato dalle pubbliche amministrazioni entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui l’imposta diviene esigibile, senza possibilità di compensazione.

 

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Per le P.A sono infatti previste le seguenti modalità di versamento dell’imposta:

a) per le pubbliche amministrazioni titolari di conti presso la Banca d’Italia, tramite modello “F24 Enti pubblici” approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 28 giugno 2013;

b) per le pubbliche amministrazioni, diverse da quelle di cui alla lettera a), autorizzate a detenere un conto corrente presso una banca convenzionata con l’Agenzia delle entrate ovvero presso Poste italiane, mediante versamento unificato di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241;

c) per le pubbliche amministrazioni diverse da quelle di cui alle lettere a) e b), direttamente all’entrata del bilancio dello Stato con imputazione ad un articolo di nuova istituzione del capitolo 1203,

Le pubbliche amministrazioni, a seconda dei tre casi sopra indicati, dovranno effettuare il versamento utilizzando il codice tributo:

 

Caso a)

  • “620E”, chiamato “IVA dovuta dalle PP.AA.- Scissione dei pagamenti – art. 17-ter del DPR n. 633/1972”

In sede di compilazione del modello “F24 Enti pubblici” dovranno indicare:

I – nella sezione “CONTRIBUENTE”, sono indicati il codice fiscale e la denominazione/ragione sociale della pubblica amministrazione che effettua il versamento;

II – nella sezione “DETTAGLIO VERSAMENTO” sono indicati:

– nel campo “sezione”, il valore “F” (Erario);

– nel campo “codice tributo/causale”, il codice tributo;

– nel campo “riferimento A”, il mese per cui si effettua il pagamento, nel formato “00MM”;

– nel campo “riferimento B”, l’anno d’imposta per cui si effettua il pagamento, nel formato “AAAA”.

 

Caso b)

  • “6040”, chiamato “IVA dovuta dalle PP.AA. – Scissione dei pagamenti – art. 17-ter del DPR n. 633/1972”.

In sede di compilazione del modello di versamento F24, il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione nei campi “rateazione/regione/prov./mese rif.” e “anno di riferimento”, del mese e dell’anno d’imposta per cui si effettua il pagamento, rispettivamente, nei formati “00MM” e “AAAA”.

 

Caso c)

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I versamenti dovranno essere imputati direttamente al capo 8, capitolo 1203, articolo 12 del bilancio dello Stato.

In merito alla fattura elettronica obbligatoria (fatturaPA) si ricorda che anche i campi relativi al nuovo formato della fattura elettronica obbligatoria (fatturaPA) sono stati aggiornati aggiungendo una S per indicare proprio la fattispecie dello split payment (scissione dei pagamenti).

Al contempo evidenzio che sono previsti aggiornamenti nella Piattaforma per la certificazione dei crediti (PCC) onde gestire completamente le fatture soggette allo “split payment”. Fino a quanto non saranno pubblicate istruzioni ad hoc a riguardo nella PCC è stato chiarito che occorrerà operare come segue:
– relativamente al corrispettivo spettante al fornitore (corrispondente, di regola, alla quota imponibile), le operazioni di contabilizzazione e pagamento devono essere registrate sul sistema nei modi consueti;
– relativamente all’IVA, va contabilizzata ponendola nello stato SOSP (sospeso) indicando l’apposita causale “SPLITIVA”.

La contabilizzazione dell’IVA nello stato SOSP con la causale “SPLITIVA” è possibile sia mediante la procedura di caricamento on line che attraverso la procedura di caricamento massivo/telematico utilizzando l’azione di CO (contabilizzazione) nel modello 003.

Infine si evidenzia infine che con nota 17619/RU del 11 febbraio 2015 l’Agenzia delle Dogane ha ricordato che, poichè lo split payment non si applica alle Agenzie fiscali, tra le quali compare anche proprio l’Agenzia delle Dogane, nel caso vi fossero fatture riportanti per errore l’indicazione “scissione dei pagamenti” l’Agenzia provvederà comunque a versare l’Iva dovuta al fornitore, avvertendo comunque il fornitore che sarà tenuto a esercitare la rivalsa ed a tenerne conto in sede dichiarativa.