Aprire Azienda nel Regno Unito

La Commissione per gli Affari Economici Britannica ha chiesto una “revisione urgente” del regime di imposta societaria del Regno Unito oltre ad una attenta vigilanza da parte dell’Agenzia fiscale ed una normativa più selettiva in materia di consulenti e professionisti in materia fiscale.

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Nell’ottica di combattere l’evasione fiscale recentemente molto dibattuta dalla stampa britannica in tema di multinazionali assunte nelle prime pagine dei giornali (es.Amazon ,Google, Starbucks, ecc.), la Commissione ha puntato il dito sulla discrepanza di trattamento tra le stesse e le piccole imprese britanniche che sarebbero trattate diversamente innanzi alla giustizia tributaria britannica.

Pertanto suggeriscono l’aumento di controllo parlamentare dei rapporti tra le multinazionali e l’Agenzia fiscale britannica, ancorché secondo quest’ultima occorrerebbero modifiche normative in tema di privacy del contribuente.
L’Agenzia in particolare raccomanda alle aziende di maggiore dimensioni la diffusione al pubblico della propria dichiarazione dei redditi per evidenziare quante imposte abbiamo effettivamente versato.

Inoltre anche i professionisti del fisco che portino i proprio clienti ad operare azioni elusive “palesemente artificiose” dovrebbero essere puniti secondo la Commissione.
Pur esistendo un codice di condotta stilato da chi è iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti di Inghilterra e Galles (Icaew) congiuntamente all’Agenzia fiscale britannica, molti non vi aderiscono in quanto al momento il Codice è obbligatorio solo per fa parte dei competenti organi pubblici e la Commissione ritiene che l’attività andrebbe pertanto regolamentata.

Il codice di condotta contiene principi fondamentali di integrità, l’obiettività, la competenza professionale e la diligenza, la riservatezza e il comportamento professionale.